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RADAR SPENTO

Mi capita spesso di ascoltare persone che parlano della loro solitudine.

Esiste una solitudine “reale” (se così si potesse chiamare): quella di quelle persone che nei loro paraggi non hanno “altri” con cui parlare, passeggiare, lavorare, dormire, godere e soffrire.

Esiste una solitudine “del pensiero” (se così si potesse chiamare): quella solitudine di chi frequenta “altri” come detto sopra, eppure….non sente nessuno accanto a sè.

Questa solitudine del pensiero esprime un sentire ben preciso: “Non sono nel pensiero di nessuno. Sono scomparso dal radar di tutti” (come mi ha detto un giovane uomo ieri).

Pensare di non essere pensato è la vera solitudine che si insinua anche in chi è circondato dal mezzo mondo.

Non ritrovarsi nel pensiero di nessuno è il vero smarrirsi del nostro tempo. Ma a spegnere il radar, devo ammetterlo se voglio guarire, sono stato solo io.

Guido Savio

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