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CURIOSITA’ 3

Chi di noi non si è sentito dire, da genitori, nonni o amici, quelli della pacca sulla spalla, la famosa frase “Sempre avanti!”?

Ecco, io vedrei questa frase come una delle frasi della curiosità. “Sempre avanti” proprio nel senso fisico, ovvero lo spostarsi in un luogo/tempo “ulteriore” da quello in cui io sono in questo momento.

Poi le conseguenze del mio movimento le posso valutare (se necessario) a bocce ferme. Ho notato infatti, dal punto di vista clinico, che le persone meno curiose non sono tanto quelle poco attirate dall’altro o dall’esterno, bensì quelle che, come l’asino di Buridano, non sanno dirigersi verso qualcosa perchè, così facendo, temono di perdere qualcosa d’altro. Gli indecisi insomma.

L’indeciso è poi colui che non si pone la questione che il suo andare verso “qualcosa d’altro” è in ogni caso l’andare sempre verso l’altro. Per fare il bene dell’altro e dunque anche il proprio.

Il curioso non è un egoista ma, come si dice, un tipo “aperto”, che sa uscire e rientrare dentro di sè con una certa fluidità, con una certa disinvoltura. Al curioso non interessa l’effetto del suo lavoro, nè tanto meno metterlo in mostra, ma interessano i conti che egli sa fare in tasca propria in merito alla soddisfazione che egli ha tratto dal suo movimento.

Infatti la curiosità è l’opposto della invidia. Chi invidia non si muove di una spanna perchè è appesantito dai troppi pensieri verso l’altro. Chi è curioso si muove perchè è motivato dal suo stesso interesse (per l’esterno o per l’altro).

Motivato dal senso della novità. Vedrei in questo modo il curioso come un soggetto che non si accontenta del “primo” senso che trova nelle cose, ma va alla ricerca di qualcosa di “ulteriore”. Ecco, il curioso è il ricercatore dell'”ulteriore”, dell’oltre. Colui che va sempre avanti.

Guido Savio

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