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ISTERIA IN FREUD

L’ISTERIA NELLA LETTERATURA FREUDIANA

L’Isteria, 1888

si tratta di un articolo di collaborazione al Handworterbuch der gesamten Medizin (Dizionario Medico) pubblicato sotto la direzione di A. Villaret.

L’articolo è organizzato soprattutto attorno alla sintomatologia dell’isteria così come appariva nella trattatistica psichiatrica dell’epoca e soprattutto rispetto ai punti di vista di Charcot e di Breuer (terapia catartica).

sintomatologia:

a) accessi convulsivi, bolo isterico, grands mouvements (arco isterico), tussis hysterica. Freud pone la distinzione tra accessi epilettici (rigidi e goffi) e accessi isterici (teatrali e coordinati). b) anestesia isterica, tra cui la principale è la emianestesia isterica. (nota: nel medioevo la scoperta di zone anestetizzate che non sanguinavano, stigmata Diaboli, era segno di stregoneria).

Freud mette in luce che la caratteristica comune delle manifestazioni isteriche è l’accesso e la mobilità dei sintomi. Altra caratteristica degli accessi isterici è che essi non rispecchiano le condizioni anatomiche del sistema nervoso.

Freud introduce, nel descrivere la sintomatologia, la voce “disturbi psichici” (quindi non solo conversione) che danno vita a quello che egli chiama “temperamento isterico”.

L’ipotesi della etiologia dell’isteria all’interno della sfera sessuale è sorvolata da Freud più che altro per rispetto a Breuer. Egli però riconosce che “situazioni collegate funzionalmente con la vita sessuale svolgono una parte importante nella etiologia della nevrosi”. E fra quete pone il trauma, che all’inizio viene visto soltanto come fatto fisico.

Terapia:

La terapia suggerita da Freud è piuttosto rudimentale e prevede il non dimostrare troppo interesse per i sintomi stessi da parte del medico, l’attuare proibizioni autoritarie o l’intervento diretto sul corpo con massaggi, faradizzazione generale, idroterapia.

Meccanismo dei fenomeni isterici, 1893

Freud, in questo studio, affronta ancora la questione della determinazione simbolica del sintomo, soprattutto nel caso del dolore. Emerge e prende piede il concetto di zone isterogene e fattore scatenente.

Viene introdotto anche il concetto di somma di eccitamentocome risposta dell’individuo ad un agente esterno disturbante e la tendenza naturale a diminuire la tensione aumentata all’interno del sistema psichico. se non avviene abreazione può avvenire trauma come tentativo di liberazione dall’incremento dello stimolo.

Gli isterici conservano impressioni che non sono state depurate dal loro affetto di cui è rimasto un vivido ricordo.

Freud afferma che l’isteria possa avere a che fare con un caso rudimantale di double conscience.

Le neuropsicosi da difesa, 1894

Vengono introdotti e sviluppati in questo scritto i seguenti concetti: difesa, conversione, falso nesso, trasposizione dell’affetto. Freud comincia qui a considerare tipica la difesa da rappresentazioni a carattere sessuale.

Appoggiando la tesi di Breuer, Freud riprende in considerazione lo stato ipnoide (limitata capacità di asociazione) come elemento patogenetico dell’isteria. Egli non è completamente convinto della teoria di Janet sulla limitazione del campo di coscienza, secondo Freud la scissione del contenuto di coscienza è un atto di volontà del malato.

Emerge anche in questo scritto il concetto di incompatibilità tra io del malato e rappresentazione penosa che il malato stesso aveva deciso di dimenticare, non avendo la forza di sopportare tale affetto.

Spesso la rappresentazione dal voler dimenticare, reprimere, ricacciare, è legata a “esperienze o sensibilità sessuali”.

L’insuccesso delle operazioni di oblio verso le rappresentazioni penose conduce all’isteria, alla ossessione o alla picosi allucinatoria.

Teoria:

Una volta compresi sia la traccia mnetica che l’affetto, l’io non ha abbastanza forza per cancellarli. Il compito può essere svolto soltanto se si rende debole la rappresentazione e la somma di eccitamento che essa comporta. La somma di eccitamento da essa staccata deve però essere indirizzata verso altra utilizzazione.

In questo senso la conversione è rappresentata dalla “somma di eccitamento trasformata in qualche cosa di somatico”, anche se la traccia mnestica della rappresentazione rimossa non è scomparsa e costituirà il nucleo di un secondo gruppo patogeno.

Il concetto di scissione della coscienza va via via abbandonato da Freud pèer lasciare posto al concetto di conversione.

Teoria del falso nesso: “La scissione della rappresentazione sessuale dal suo affetto e l’adesione di quest’ultimo ad un’altra rappresentazione, idonea ma non incompatibile, sono processi che hanno luogo inconsciamente…”. L’aggancio dell’affetto ad un’altra rappresentazione differente da quella originaria interessa tanto il meccanismo etiologico isterico tanto quello ossessivo.

Concetto di nevrosi miste: sintomi isterici accanto a fobie.

In questa comunicazione Freud fa specifico riferimento alla sessualità per quanto riguarda l’etiologia della isteria: l’età puberale è la riproposizione dei conflitti dell’età infantile.

Freud si dichiara disposto a intendere come vere le esperienze sessuali precoci e i relativi traumi (seduzione, eccitamenti, scene primarie, etc.).

Le difesa riesce se nel materiale incompatibile sono presenti episodi sessuali infantili nella forma di ricordi inconsci e se la rappresentazione che viene rimossa può essere posta in connessione logica e associativa con una esperienza infantile di questo genere.

E’ il ricordo rimosso che determina isteria, non il ricordo cosciente.

La reazione dell’isterico è solo apparentemente sproporzionata in quanto è nota solo una parte dei motivi che determinano la reazione. In realtà la reazione è normale in quanto proviene da un sovraeccitamento (associazione al nucleo patogeno).

Il ruolo etiologico delle esperienze sessuali infantili non è limitato all’ambito dell’isteria ma si estende anche alla nevrosi ossessiva, paranoia e altre psicosi.

Nevrosi di difesa: isteria e nevrosi ossessiva.

Studi sull’Isteria, 1892-95

L’idea di Breuer sulla etiologia dell’isteria consisteva nel riferire i sintomi isterici allo “stato ipnoide” di coscienza. Freud considererà questa tendenza a non ricordare uno dei tratti fondamentali dell’isteria (isteria da ritenzione) : è introdotto il concetto di rimozione. Sia che si tratti di isteria di ritenzione che di stato ipnoide il concetto che si delinea è che l’origine dell’isteria sta nella difesa dalla spiacevolezza di una situazione che, proprio per questo, è diventata traumatica.

Nel caso di Elisabeth von R. Freud rinuncia per la prima volta completamente all’ipnosi per ottenere direttamente dal paziente in stato di veglia la rievocazione di ricordi dimenticati.

Freud, per la prima volta afferma che la nevrastenia si differenzia dalla isteria in quanto la prima non implica alcun meccanismo psichico.

In questo senso la nevrosi di angoscia viene associata alla ipocondria. Le nevrosi sono da considerarsi “miste”: “Dell’isteria e della nevrosi ossessiva i casi puri sono rari”.

Freud comincia a porre qualche iniziale distinzione tra valore della terapia catartica (metodo sintomatico) e valore della terapia causale.

Le rappresentazioni patogene erano tutte “di natura penosa, idonee a provocare gli affetti della vergogna, del rimprovero, del dolore psichico…” e da tutto questo Freud fa emergere l’idea di difesa. La difesa insorge contro una “rappresentazione insopportabile” (anche se una traccia rimane ed è rappresentata dall’affetto). Il “non sapere” degli isterici in realtà è un “non voler sapere”.

A questo titolo Freud suggerisce al medico di insistere sul materiale ritenuto patogeno e a superare la resistenza alla associazione. (Metodo della pressione della mano sulla fronte dei pazienti).

Freud ipotizza ancora che il meccanismo di origine delle idee ossessive sia strettamente legato con quiello dei sintomi isterici.

Rassumendo:” che l’isteria si generi mediante la rimozione di una rappresentazione insopportabile per effetto della difesa; che la rappresentazione rimossa continui a sussistere quale debole traccia mnestica; che l’affetto tolto a quella rappresentazione venga impiegato per una innervazione somatica, cioè: conversione dell’eccitamento”.

Dopo questa concettualizzazione Freud mette in dubbio l’utilità della precedente tassonomia, isteria ipnoide e isteria di ritenzione.

La questione del materiale psichico patogeno: “Il materiale psichico patogeno appare come patrimonio di una intelligenza non necessariamente inferiore a quella dell’Io normale. Spesso l’apparenza di una seconda personalità si prospetta nel modo più sorprendente”.

Freud non riferisce l’isteria ad un unico fatto patogeno nè ad un unico sintomo. Egli parla di “formazione pluridimensionale, a stratificazione per lo meno triplice”. E’ questa la teoria della sovradeterminazione del sintomo. Questa teoria comprende: a) il sintomo è simbolico b) le causa del sintomo sono multiple.

“L’organizzazione patogena non si comporta come un corpo estraneo, quanto piuttosto come una infiltrazione”.

Frammento di un’analisi di Isteria , (Dora), 1905

Concetti base che emergono:

a) la nevrosi è la negativa della perversione b) compiacenza somatica che sta alla base dei sintomi corporei dell’isteria c) l’agire in analisi d) transfert .

Freud crea l’importante distinzione tra motivi per ammalarsi e suscettibilità ad ammalarsi: “I motivi non partecipano alla formazione dei sintomi, non sono neppure presenti all’inizio della malattia; si aggiungono ad essa solo secondariamente, e tuttavia solo con la loro apparizione la malattia è pienamente costituita. Si può essere certi della loro presenza in tutti i casi di sofferenza reale e di una certa durata. Il sintomo è in un primo tempo un ospite sgradito alla vita psichica, ha tutto contro di sè e anche per quasto scompare così facilmente da solo, almeno in apparenza, per influsso del tempo. Non trova in principio alcun impiego utile all’economia domestica della psiche, ma assai sovente finisce col trovarlo in un secondo tempo: qualche corrente psichica può trovar comodo servirsi del sintomo, e in tal modo questo acquista una funzione secondaria, rimanendo come ancorato alla vita psichica”. In una nota aggiunta nel 1923 Freud scrive ancora: “Il motivo della malattia non è altro che l’intenzione di realizzare un tornaconto (fuga nella malattia)”.

Compare per la prima volta in questo scritto il termine sublimazione.

Le forze motrici per la formazione dei sintomi isterici vengono fornite non solo dalla sessualità rimossa ma anche da moti perversi inconsci.

La compiacenza somatica è legata allo sfruttamento intenso e prolungato della zona erogena relativa.

Funzionamento della rimozione: il pensiero opposto a quello rimosso viene rafforzato all’eccesso (rafforzamento reattivo).

La scelta del sintomo, la sua motivazione, ha sempre in parte a che fare con la realtà, realtà che riproduce condizioni di angoscia psichica. Sulla etiologia del sintomo compare qui la metafora freudiana del granello di sabbia attorno a cui l’ostrica fa crescere la sua perla.

Guido Savio

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