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PAURA (DI ASCOLTARSI)

Ci prende a tutti: A tutti viene la paura di ascoltare il proprio corpo: Perchè il corpo non è il nostro raziocinio ma è la carne sulla quale noi stiamo in piedi. Il nostro corpo ha risorse infinite (fino a che non sono finite), e dunque ad esso dobbiamo rivolgerci come questuanti nel momento del bisogno, o come gaudenti nel momento del piacere. Tutto questo il corpo ci permette, ovvero ci libera.

Il corpo liberato è quello che “sa” ascoltarsi. Ma quanti dubbi! Chi mi dice che il mio corpo sta dicendo il vero?. Nessuno. Solo la fede che io ho nella mia pelle. E nella mia volontà di salvare la pelle.

Allora il corpo noi lo dobbiamo predisporre all’ascolto: rumori, segni, dolori, macchie, palpiti, vertigini, offuscamenti, discrasie, dis…etc.

Il nostro corpo spesso ci risulta pesante, ma è perchè ad esso noi troppo chiediamo. Lo dobbiamo lasciare stare il nostro corpo. Stare dove “esso” bene sta. Non lo dobbiamo tentare con pensieri e desideri fuori luogo o fuori misura.

Il corpo è quello che si accontenta. Il corpo è quello che si dà pace nel momento in cui noi lo valutiamo capace di accettare il peso e la dolcezza dell’altro.

Il corpo parla le sue parole. Che a volte ci sono sconosciute. A volte no. Ma sono le sue. E ad esse dobbiamo rispetto. A volte il nostro corpo ha bisogno di un “repulisti”. Troppo pesante a volte lo sentiamo. Allora il conoscerlo significa renderlo agile, semplice, leggero. Come quando si svuota un armadio.

Guido Savio

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